Le Storie Fra Noi

Il racconto dei protagonisti del progetto Fra Noi

Juliet è una giovane mamma di appena 20 anni proveniente dalla Nigeria . Grazie al lavoro della cooperativa Ciac e della Caritas di Parma, sta riuscendo pian piano ad integrarsi nel piccolo paese di bussetto, in provincia di Parma.

Gando arriva dalla Nuova Guinea e ha 33 anni. E’ stato ospitato due anni nel CAS di Rimini tramite il quale ha imparato l’italiano.

Maiga è arrivato dal Mali che era ancora un ragazzino ed è stato accolto in quello che lui chiama, ancora oggi "il campo dei bambini”.
Appena maggiorenne è stato trasferito a Matera e, quando gli è stata riconosciuta la protezione internazionale è entrato nel progetto FAMI Fra Noi. Gli è stato proposto un tirocinio lavorativo in un resort, un'opportunità che ha fatto fruttare molto bene.
Oggi ha 19 anni e dopo i 5 mesi di tirocinio hanno voluto assumerlo. “Ogni mattina prendo il bus e vengo al lavoro. Ora però sto anche facendo la scuola guida per prendere la patente”
Il suo datore di lavoro racconta che all'inizio temevano il risultato di questa prova “la difficoltà della lingua ci metteva un po' in ansia, perché era necessario che capisse bene le consegne. Ma la sua tenacia ci ha colpito. Ha girato varie mansioni per imparare più cose possibili abbiamo confermato il suo incarico perché è diventato praticamente indispensabile, proprio per il suo essersi messo a disposizione di tutti il suo essere sempre pronto”.
In azienda lo segue Michele, il suo tutor. Che confida che Maiga lo chiama zio, e lui ricambia l'affetto “Guai a chi me lo tocca. È come un figlio. Che tipo è? È un ragazzo educato, ha voglia di imparare ed è un grande lavoratore. E poi è uno precisino. Se fa un lavoro, lo deve fare per bene. È buono, disponibile, generoso”.

L'ultima estate l'ha passata lavorando in un Lido sulla costa del Mar Jonio, tra i villeggianti in vacanza. Forse qualcuno le ha chiesto da dove venisse, forse no.
Sunday ha alle spalle 24 anni e terribili violenze subite.
Oggi, dopo aver ottenuto in Italia il riconoscimento della protezione internazionale, è una beneficiaria del progetto FAMI Fra Noi, grazie al quale è stata aiutata a trovare un lavoro stagionale, per ricominciare la sua vita indipendente qui in Italia.
Per i mesi estivi ha trovato un appartamento in condivisione con altre ragazze del progetto, e grazie al FAMI ha avuto la possibilità di comprarsi una bicicletta per andare al lavoro.

Il suo percorso non è stato e non sarà semplice.
Sunday è riuscita a raccontarsi all'operatrice che l'ha seguita nei mesi scorsi, ha seguito il percorso psicologico che le è stato proposto e grazie a questo è riuscita a guardare avanti.
Le piace la sua nuova terra, ha conosciuto nuove persone, si è adattata in fretta a una cultura che è diversa dalla sua. Ha studiato l'italiano e ha fatto un tirocinio come commessa.

Ora il nuovo ostacolo è la stagione invernale: finita l'estate il lavoro scarseggia per tutti in questa terra nel Meridione d'Italia. Ha messo da parte una piccola cifra per affrontare i prossimi mesi, e intanto – sempre con il sostegno degli operatori FAMI – cerca una nuova casa e un nuovo lavoro, forte anche delle sue nuove competenze.

Tresor oggi ha 35 anni ed è arrivato in Italia da due anni.
Nel suo Paese, in Congo, ha lavorato per tanti anni come muratore e piastrellista professionista. Nella sua formazione ci sono anche due anni di studi all'università di Kinshasa, facoltà di architettura.
È scappato dalla sua casa, con la sua famiglia, a causa di violenze e minacce, ma la morte li ha falciati lungo la strada. In mare, per l'esattezza, a tre ore di viaggio dalle coste libiche
Uno dei suoi figli cadde in acqua e Judit, sua moglie, si tuffò per salvarlo. Ma entrambi non hanno avuto scampo.
Il corpo del bambino non è stato mai trovato, ma quello della moglie per lui è stato un bene prezioso. Per lui era importante poterla seppellire, avrebbe voluto farlo nel suo Paese. “Non potevo lasciarla là come un animale. Dovevo onorarla”. L'ha seppellita nel cimitero di Matera. Ora sta progettando di farle una lapide speciale, con delle piastrelle fatte da lui.
“Non è stato facile portare avanti la famiglia da solo, in Italia. L'integrazione, la lingua, trovare il lavoro, crescere due bambini, è stato difficile”.

Grazie al progetto FAMI Fra Noi ha trovato lavoro in un'impresa edile. Il proprietario dell'impresa, Laurentiu, lo ha inserito nella squadra che si occupa dei restauri conservativi del centro storico di Matera.
“Da Trevor abbiamo ottimi risultati – dice di lui il proprietario, anch'egli a suo tempo immigrato (dalla Romania) e oggi imprenditore da dieci anni – ha avuto tanti pensieri e problemi e stiamo cercando di dargli una mano, una possibilità di lavorare e stare bene con noi in Italia. Io non faccio differenze tra italiani, marocchini, tunisini...: l'importante è che ciascuno faccia il proprio dovere”.

“Quando dicevo che ero muratore e piastrellista professionista all'inizio non mi credeva nessuno, perché sono nero e i neri, dicono, non sanno fare niente. Matera è bellissima, non avevo mai visto niente del genere nella mia vita. È bello che io, che sono nuovo qui, sia qui ad aggiustare le case vecchie”.
Lui è capace anche di fare progettazione di interni e adesso sta imparando a usare i software dedicati: “Vorrei portare questa tecnologia nel mio Paese. Ma non subito, è troppo presto. Il mio Paese mi ricorda mia moglie e soffro ancora troppo”.

Oggi, dopo due anni, non è più solo. Lui e la sua compagna hanno avuto una bambina, a cui hanno dato un nome per ricordare la madre degli altri bambini, e che significa “Judit è viva”.
La vita va avanti.

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